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Oggi tutti cercano di indicizzare le proprie pagine nei motori di ricerca, per lo meno quelli + importanti come Google, Yahoo. Mi sembra che in giro, nel Web, ci siano molti profeti che espongono le loro teorie come ” vangeli” ma al termine di mille letture e prove pochi riescono ad ottenere i risultati sperati. La mia esperienza in merito è frutto della collaborazione con alcune aziende specializzate nell’indicizzazione dei siti e devo dire che in quest’anno di lavoro Seo tante cose adesso mi sono diventante, improvvisamente + chiare ma le nuvole all’orizzonte tendono a non sparire del tutto. Poi, ho notato una cosa che apparentemente sembra molto strana, ci sono dei siti che hanno ottenuto dall’indicizzazione delle loro pagine posti di rilievo nella classifica dei risultati di google ma non smettono in nessun modo di investire capitali in adwords, ora mi chiedo…perchè? hanno fatto tanto per essere primi e speso tanto e continuano a spendere in Key adertiser!! Allora mi sono messo dalla parte del potenziale cliente diciamo nel settore turistico e diciamo cerco una località dove passare una vacanza, per esempio Ischia e decido di usare Google per la mia ricerca ( lo usano il 70-75% delle persone che cercano un informazione in Internet), allora scrivo la parola ” ischia” nel motore e subito arrivano i risultati, mi soffermo in particolare su un sito che si chiama ischiaprenotazioni.it, lo trovo in seconda posizione nei link sponsorizzati a sinistra, cioè dove escono anche i risultati non sponsorizzati e lo ritrovo sempre a sinistra al quarto posto , appunto, in quelli non sponsorizati. La mia domanda è questa: perchè spendere dei soldi, rischiando di pagare per il click ottenuto, minimo 0.80 centesimi per la parola ischia quando potrei ottenere un click senza pagare? Forse sono in grado di dare una risposta anche se non credo sia l’unica possibile, perchè la maggior parte degli utenti non sanno che quelli a sinistra possono essere link a pagamento, qualcuno non lo sa nemmeno per quelli di destra ed allora essere secondi, pur pagando è sempre meglio che essere quarti( ma in realtà potremo essere sesti o addirittura settimi, dipende da quanti link sponsorizzati google decidedi far uscire a sinistra). Questo mi fa riflettere sull’utilità o no d’investire tanti soldi per crescere nella classifica di google quando si ottiene lo stesso risultato pagando Adwords. Mah! Cercherò di approfondire questo argomento successivamente.
Ecco le 12 regole che dovrebbero essere le linee guida di chi sta per scrivere una pagina web. Sono indicazioni decisamente utili e coprono gli ambiti della programmazione, dell’ottimizzazione del codice, della divisione tra contenuto e presentazione e della semantica del codice. L’articolo è tratto da uno schema in inglese di CSS-Triks, che è stato tradotto da dynamick.it in italiano. Eccole, una dopo l’altra:
- DOCTYPE dichiarato correttamente
Spesso è sottovalutato, ma il content type è molto importante. Non solo permette al codice di essere validato, ma consente ai browser di interpretare correttamente l’HTML. - Body con il proprio IDMettendo un ID sul tag BODY sarà possibile vincolare lo stile ad ogni singola pagina. Per esempio, se volete che l’H2 venga visualizzato in modo diverso nell’home page, potete scrivere: #home h2 {…}. Questo non comprometterà la visualizzazione di H2 nelle altre pagine.
- DIV principale per ogni paginaMettere tutto il contenuto della pagina in un div contenitore (wrapper), significa aver la possibilità di avere un maggior controllo sulla visualizzazione della pagina. E’ importante soprattutto quando si definisce la larghezza per siti a dimensione fissa, semifluida o fluida.
- Contenuto comune incluso
Gran parte di una pagina ha contenuti comuni con le altre. Pensiamo ai menu, alle sidebar, ai footer, ai box laterali, ecc…
Questo tipo di contenuto dovrebbe essere incluso dinamicamente, tramite inclusione di altri file o tramite database. - Chiusura dei tag
Bisogna finire i tag che si cominciano. Non essere superficiali non chiudendo i tag aperti è un grave errore, nonostante la visualizzazione si buona. - Contenuto, contenuto, contenutoIl contenuto della pagina è il motivo d’essere di un codice HTML. Ricordati di usare i paragrafi, punti elenco e le corrette entità HTML (è per indicare il carattere è).
Evita l’uso di <br/> per formattare la pagina - Corretta definizione dell’HEAD
Il titolo deve essere impostato. Il charset pure. I fogli di stile correttamente collegati (compresi quelli per la stampa). Script collegati e non scritti nel codice html. I file esterni devono essere inclusi nelle appropriate cartelle (p.e. CSS/, e script/). - Menu semanticamente corretto
- Contenuto principale, prima di tutto!
E’ importante che il contenuto principale della pagina, come il testo dell’articolo, il dettaglio della news, ecc, sia nella parte iniziale del codice HTML. Sidebar, menu di navigazione e footer devono comparire nell’HTML dopo. - Codice correttamente indentato
Se le parti del codice sono indentate, la struttura risulta molto più leggibile. Codice allineato a sinistra è orribile e di difficile lettura. - H1, h2, h3, ecc… nel corretto ordine
Usare i tag header (h1, h2, h3, ecc…), così come sono stati ideati, cioè per creare titoli per sezioni. E’ buona norma usarli nel corretto ordine, cioè prima l’h1, poi l’h2, e così via. - Nessuno stile nell’HTML
Il codice HTML dovrebbe trasportare contenuto e struttura e non lo stile. Mantieni lo stile nel CSS.
Evita quindi l’uso di tag <font>.
Fino a qualche tempo fa non ci eravamo mai posti il problema della validazione del sito come ” arma” per ottenere un contratto vantaggioso con qualche cliente, adesso le cose sono cambiate, cerchiamo nel limite del possibile di validare le nostre pagine all’organo competente: www.w3c.org perchè alla fine se uno si ferma un attimo a riflettere , noi siamo una società che se non svolge la sua attività con grande ” professionalità” è destinata ad essere solo una delle tante che sono online e che offrono come lavoro principale la realizzazione di siti più o meno grandi. Per questo principale motivo ci stiamo specializzando in realizzazione di progetti ” ALL INCLUSE” dove oltre a progettare la struttura grafica offriamo l’indicizzazione del sito e il suo posizionamento nei motori di ricerca ed infine la sua validazione. Stiamo sempre attenti a non cercare compromessi nel nostro lavoro tipo: scambio link ma a puntare essenzialmente sui contenuti che il nostro cliente ha da offrire a tutti i suoi navigatori, crediamo, fermamente, che questo possa essere il nostro valore aggiunto.
Fino a poco tempo fa eravamo tutti convinti che una delle caratteristiche principali per aumentare il page rank o la visibilità del sito era lo scambio link con altri siti compiacenti, anche per questo motivo erano nate società che facevano solo questo come attività principale, adesso sembrerebbe che le cose siano cambiate, il fattore predominante per la crescita di un sito come visibilità e crescita dal punto di vista professionale sono e credo resteranno i contenuti. Devo dire, grazie ad alcuni di voi che sono arrivati a questa conclusione molto prima di me ed anche per questo li vediamo posizionati nelle prime pagine dei risultati dei motori di ricerca. Noi stiamo cominciando la nostra piccola ” scalata” a posizioni che riteniamo + vicine alla nostra realtà e ci proviamo attraverso i contenuti, non cerchiamo scambio link se non quelli professionalmente ” validi” perchè il nostro obiettivo è d’insegnare qualcosa ma soprattutto d’imparare tantissimo..
Il web 2.0 … spiegato alla “web 2.0″
Tutti conosciamo il valore del page rank su Internet ma forse nessuno , o pochi, si sono resi conto che questa valenza sta sempre di meno influenzando il valore del sito che andate a costruire-gestire su Internet. Se volete , veramente capire quanto sia importante il vostro sito per Goggle dovete controllare la cache del motore di ricerca periodicamente, solo così capirete quanto Google Vi ritenga importanti e fare le giuste considerazioni.Per controllare la cache del motore di ricerca andate su www.google.it, digitete nel campo di ricerca il nome del vostro sito, per esempio: magadesign, sicuramente uscirà nell’elenco dei risultati, a questo punto cliccate sul testo ” copia cache” e il sistema vi dirà qual’è l’ultima data nelle quale il motore di ricerca ha indicizzato le vostre pagine, se è molto lontana dall’attuale cominciate a preoccuparvi….
Il noto addetto di Google Matt Cutts (il cui blog nel campo seo è di gran lunga il più famoso al mondo) ha divulgato una serie di consigli per i bloggers intervenuti al seminario “WordPress WordCamp” tenutosi lo scorso mese di luglio.Riassumiamo in breve quanto suggerito da Cutts nel corso del Suo fugace (ma rilevante) intervento. Prima questione dibattuta:
1) trattino o sottolineato?
Cutts ha affermato che il trattino basso nelle url non viene trattato come un separatore di parola (similmente al trattino “-”).
ad esempio la seguente url:
http://www.sito.com/luci_della_ribalta/verrebbe letta da Google come “lucidellaribalta” senza alcuna separazione, e ciò diversamente dall’url:
http://www.sito.com/luci-della-ribalta/
che permetterebbe quindi a Google di scoprire e leggere le parole (luci della ribalta) presenti nell’url.Come è noto la presenza delle parole chiave nel testo dell’url permette un miglior posizionamento per cui è importante usare la giusta sintassi al fine di ottenere lo scopo. Il consiglio è quindi chiaro: d’ora in poi seguiamo il consiglio di Cutts ed usiamo il trattino … ma che fare con tutte le pagine già esistenti del sito?Verrebbe voglia di adottare un sistema di url rewriting modificando automaticamente tutte le url e convertendo il sottolineato in trattino ma sarebbe un errore nel caso in cui dette pagine siano già presenti sui motori di ricerca. Compiere questa operazione, infatti, genererebbe una nuova copia delle pagine e Google si troverebbe ad un certo momento ad avere due copie della stessa pagina: quella precedente (con il sottolineato) di cui detiene oltretutto la copia cache, e quella nuova perfettamente identica (a parte il trattino nella url) che configurerebbe una perfetta fattispecie di contenuto duplicato, punibile con la penalizzazione del sito.
2) estensioni dei files
Le pagine web possono avere diverse estensioni: htm, html, php, asp, jsp, cf, cfm ecc. Esiste un’estensione migliore dell’altra, in grado di condizionare positivamente o negativamente il posizionamento nei motori di ricerca? La risposta di Cutts è assolutamente negativa e sgombra ogni ombra su questo aspetto.
3) Url dinamiche
Google tratta le url dinamiche (quelle, per intenderci, in cui sono presenti caratteri c.d. “jolly” come “?” e “&”) allo stesso modo delle url statiche a meno che ci siano più di due parametri jolly.Quindi una url come quella che segue è una url negativa che probabilmente non verrà indicizzata:http://www.sito.com/?a=quattro&b=cinque&c=and&d=due/Inoltre le url che contengono il carattere “#” (corrispondente nell’html al link di ancoraggio) vedranno tagliata l’url proprio in quel punto ad es.: http://www.sito.com/uno-due-tre-e-quattro/#cinque verrà letta e indicizzata da Google come:
http://www.sito.com/uno-due-tre-e-quattro/
4) livelli di struttura
Cutts ha affermato che il posizionamento prescinde dai livelli di struttura in cui è collocata la pagina web, per cui la pagina:http://www.sito.com/uno/due/tre/quattro/dovrebbe avere le stesse chances della pagina:
http://www.sito.com/uno-due-tre-quattro/
Nonostante questa affermazione, però, la ns. esperienza e l’osservazione sul campo ci porta a concludere diversamente in quanto, contrariamente a quanto affermato da Cutts, i posizionamenti su Yahoo!, Microsoft Live e Google sembrano essere tutti influenzati dal livello in cui la pagina è collocata per cui maggiore è la profondità in cui si trova l’url, minore è la sua chance di posizionamento.Pertanto raccomandiamo di non collocare le vostre pagine in livelli profondi soprattutto quando non è assolutamente necessario.
5) temi di wordpress
Il seminario trattava il famoso blog Wordpress e in questa sede Cutts ha parlato anche dei temi (layout) del famoso blog.Un modo semplice, veloce e popolare per ricevere una grande quantità di links è quello di realizzare modelli (template) di layout del blog (ma ciò vale sostanzialmente per tutti i siti) e poi di vendere o distribuire gratuitamente al pubblico questo modello in cui all’interno c’è un link preimpostato. Così, nel caso di Wordpress, molti web designers hanno realizzato modelli grafici di tutti i tipi, accattivanti, divertenti, sobri e professionali utilizzando la tecnica dell’inclusione del link desiderato.E’ avvenuto quindi così che aziende ed utenti privati che hanno adottato il modello, hanno trovato nel proprio sito un link che puntava al sito del web designer. L’affermazione di Cutts è stata sorprendente ed incisiva: “Non utilizzate modelli sponsorizzati”, ha affermato, “se non volete che i motori di ricerca perdano la loro fiducia nei confronti del vostro sito”. Essenzialmente, secondo Cutts, i links sponsorizzati sui modelli sono una variazione dei links acquistati che Google detesta (in quanto alterano la logica di calcolo della link popularity e del page rank). Sebbene i links comprati – così come i links sponsorizzati nei modelli – consentano al momento attuale di avere ancora un ritorno in termini di visibilità e posizionamento – dato l’atteggiamento agguerrito di Google e considerato il modo con cui questo è stato esplicitato, c’è da pensare che nel prossimo futuro potremmo assistere a cambiamenti nella policy e nelle linee guida di Google che potrebbero anche portare a possibili penalizzazioni. Per cui occorre valutare attentamente l’opportunità di queste scelte.
Autore: Stefano Mc Vey
Si era parlato tempo fa della possibilità di Wikipedia di costruire un nuovo motore di ricerca in grado di diventare la vera alternativa a Google.
Da ieri ciò non è più una semplice idea, ma ha assunto maggiore consistenza diventando una versione alpha che il 7 Gennaio 2008 è andata ufficialmente online.
I quattro pilastri sui quali si fonda il progetto sono la Trasparenza, Community, Qualità e Privacy, cose che gli altri motori di ricerca al momento non garantiscono affatto.
Ultimamente alcune persone mi stanno chiedendo se il lavoro di SEO sia la stessa cosa del web marketing. Effettivamente noto che molti hanno difficoltà a comprenderne la differenza, sarà anche perchè in Italia questo tipo di lavoro non è ancora ben compreso e ben valutato dalle aziende. Ogni azienda che si rispetti ha dei piani di marketing ben precisi con dei budget annuali ed una previsione sul ritorno dell’investimento (ROI), ovviamente si tratta sempre di stime più o meno ottimistiche. Il concetto di web marketing è identico a quello del marketing tradizionale ma applicato tramite la “vetrina virtuale” rappresentata dal proprio sito web. Nel marketing tradizionale si ricorre a pubblicità in TV o con cartelloni pubblicitari, nel web marketing vengono utilizzati link testuali o i famosi banner distribuiti su siti web ad alto traffico. Il web marketing si propone di portare il maggior numero di visitatori al sito web attraendoli con messaggi pubblicitari sparsi sul web tramite AdWords di Google o banners o altri metodi di canalizzazione del traffico. Il lavoro di SEO ha lo stesso scopo, quello di portare visitatori al sito, ma funziona diversamente. Sostanzialmente il SEO deve fare in modo che quando un utente sta utilizzando un motore di ricerca per cercare informazioni di proprio interesse trovi prima il sito sul quale sta lavorando. La differenza sta nel fatto che l’utente una volta trovato il vostro sito diventerà molto probabilemente un vostro cliente mentre la percentuale di conversione dell’advertising tramite banners è veramente molto bassa e decisamente più costosa di una buona ottimizzazione SEO. Il lavoro di SEO è parte dell’intero piano di Web Marketing, quindi non è da escludere se volete ottenere dei risultati concreti e sopratutto duraturi
di Ivano Di Biasi
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